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Floriterapia antiaging: abitare il tempo con grazia Stampa E-mail

100 0605 1Invecchiare non piace a nessuno. Ma se non possiamo cambiare la nostra età cronologica, possiamo fare molto sulla nostra realtà biologica. La scienza, la medicina, la cosmetica, e anche la naturopatia stanno facendo molta ricerca in questo senso, con risultati sempre più interessanti.

In una prospettia olistica, un aiuto può venirci dalla floriterapia, perché anche in questo ambito vengono fatti molti studi, anche se, per forza di cose, con criteri non scientifici. Il primo ostacolo a una ricerca scientifica sulla floriterapia, infatti, è che non è protocollabile: non rivolgendosi ai sintomi, ma alle persone, e’ impossibile dare dei criteri di trattamento uguali per tutti.

In floriterapia non si lavora sull’invecchiamento come fenomeno biologico: si lavora sul modo in cui una persona “percepisce” e “vive” l’avanzare dell’età. Dalla naturopatia, invece, arrivano validi alleati per aiutare il corpo e la mente a rimanere giovani più a lungo possibile: ma questa è un’altra storia, ne parleremo.

Per il momento limitiamoci, si fa per dire, a emozioni, sentimenti, vissuti e paure che accompagnano questa fase della vita, e a come si può intervenire positivamente con l’aiuto dei fiori.

Accettare che il tempo passa In primis il caprifoglio, e cioè il fiore di Bach Honeysuckle che è stato codificato dal grande medico inglese come il rimedio per “Il rimpianto del passato”. Anche Shakespeare aveva assimilato il caprifoglio alla malinconia e alla nostalgia.

Accettare i cambiamenti fisici il rimedio più significativo in questo senso arriva dalla floriterapia indiana: Ukshi è il rimedio per le persone che non riescono ad accettare che la loro bellezza sfiorisca e per questo si sentono depresse e piene di risentimento. Ugualmente valido è il californiano Pretty Face che aiuta a non fare più tanto affidamento alla bellezza esteriore quanto a quella interiore esprimendola come luce, grazia e armonia di gesti ed espressioni. Se sono i chili in più ad ossessionare e ci si sente rallentati e appesantiti ecco che interviene ad aiutarci il ranuncolo: Buttercup dei fiori californiani.

Diminuzione dell’energia fisica nei vari fiori di Bach che affrontano il problema della stanchezza Oak è secondo me quello più indicato per la terza età, ma di può provare anche con Gorse, se ci si sente avviliti e scoraggiati di non riuscire a fare più le cose come prima. Un grande tonico è Cowkicks degli Living Essences australiani ma va preso in circostanza estreme: dopo un intervento chirurgico, per esempio, o quando ci si sente davvero a terra. Per periodo lunghi, meglio gli altri due.

Perdita della memoria: ottimo Teakwood della floriterapia indiana un’essenza che dovrebbe essere data a chiunque abbia superato i sessanta anni di età. Ugualmente valido è Bush Fuchsia, anche questo un fiore australiano, ma della linea Bush Flowers, e, sempre della stessa famiglia, Crowea e Isopogon. Voglio aggiungere una cosa, che è valida per tutti i rimedi floreali, ma ancora di più per i rimedi della memoria: sono davvero efficaci solo se c’è un fisico ben drenato e disintossicato. Se non ci si alimenta in maniera sana e l’organismo è pieno di scorie, l’intossicazione “copre” l’effetto energetico positivo dei rimedi floreali. Prima di prendere questi rimedi, quindi, è meglio ripulire bene l’organismo con le tecniche naturopatiche.

Depressione: qui il discorso sarebbe lungo ma in genere nella terza c depressione arriva perché si ha la sensazione di non avere più futuro: Aspen, fiore di Bach o perché non ci si sente più in controllo del proprio corpo: Cherry Plum, sempre Fiore di Bach, e ancora meglio Ashoka dei fiori indiani e Day Blooming Jasmine, idem , quando la depressione è il risultato di malattie fisiche dolorose e debilitanti. Ancora un australiano, Waratah, quando c’è bisogno di una dose supplementare di coraggio e di forza interiore per affrontare la vita.

Queste sono solo alcuni delle problematiche e dei rimedi floreali che possono aiutare noi e i nostri cari ad affrontare lo scorrere del tempo con serenità e bellezza. Non ho voluto parlare di sessualità, se sarà argomento di un articolo prossimo, e nemmeno dei rapporti sentimentali che spesso sbocciano quando si credeva di essere “fuori tempo massimo”: la vita ci sorprende sempre.

E’ importante sottolineare che i rimedi floreali, soprattutto a una certa età, non devono essere presi da soli, ma debbono far parte di un progetto di benessere che comprenda l’alimentazione, l’esercizio fisico e un’eventuale integrazione nutrizionale. Dobbiamo riuscire ad farci amico l’invecchiamento, e non ingaggiare con esso una lotta senza quartiere. Come ha scritto Lidia Ravera: “Invecchiare senza essere vecchi…Abitare il tempo senza permettergli di fare di noi quello che vuole”.

 

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