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"Siamo predestinati a trovare
quello che stiamo cercando"


Come trovare la gioia Stampa E-mail

imagesTutti vorremmo essere felici. Spesso facciamo dipendere la nostra felicità da qualcosa di esterno a noi: trovare l’anima gemella, comprare una casa col giardino, avere una certa somma in banca , trovare un lavoro, cambiare un lavoro, avere un bambino, andare in pensione, etc.

Tutti abbiamo sperimentato che però una volta ottenuto quello che desideravamo tanto la felicità dura poco: a volte perché dietro quello che abbiamo ottenuto si nascondono aspetti a cui non avevamo pensato- per esempio che un bambino piccolo comporta una fatica extra o quel lavoro a cui miravamo da tanto tempo implica pesanti responsabilita’-. Oppure perché ci abituamo alla nuova condizione e la diamo per scontata: nei rapporti di coppia questo succede molto spesso.

Quando l’oggetto della nostra felicità è fuori di noi è per definizione temporaneo e incostante.

Forse allora è meglio cercare l’appagamento dentro di noi: questa felicità interiore, che non dipende da niente e da nessuno e che non ci può essere portata via è la gioia.

In pratica possiamo dire che la felicità dipende da circostanze sulle quali non abbiamo molto potere, e la gioia invece dipende da noi.

La gioia è una piantina fragile che va coltivata con amore, annaffiata tutti i giorni, e protetta dalle intemperie. All’inizio coltivare la nostra gioia interiore è un esercizio quotidiano, ma nel tempo è come un conto in banca dal quale possiamo sempre attingere. Ecco quindi qualche tecnica per trovare la nostra gioia interiore.

Il vasetto della felicità. Per attuare questa tecnica ci servono: un barattolo di vetro abbastanza grande ( direi un vasetto da mezzo litro) provvisto del suo coperchio. E poi tanti fogli piccoli, della grandezza di un postit. Ogni sera ripercorriamo con la mente la giornata, e cerchiamo di trovare almeno una cosa positiva che ci è successa. Può essere che in metropolitana qualcuno ha suonato la canzone del cuore, o che siamo finalmente riuscite a pranzare con un’amica che non vedevamo da tempo. Può trattarsi di una gentilezza o un complimento che qualcuno ci ha fatto. O di un istante di meraviglia davanti a un fiore, o un albero ammantato dei colori autunnali. Una telefonata che non ci aspettavamo. Un piccolo riconoscimento ricevuto. Un’alba o un tramonto che incendiano il cielo. Il profumo delle castagne o di una torta fatta in casa.

Quando avete trovate il vostro momento positivo, lo scrivete su un foglietto, lo piegate bene e lo mettete nel barattolo della felicità. Tutto questo per un mese.

In seguito, quando vi sentirete depressi o scoraggiati, provate a pescare a caso uno dei foglietti e rileggerlo: il risultato sarà inaspettato.

La meditazione Non pensate a strane posizioni yoga, o a tecniche complicate: la meditazione è facile. Basta sedersi in una posizione comoda ma con la schiena dritta, e concentrarsi sul proprio respiro. Provate ad inspirare contando mentalmente fino a quattro, trattenere contando fino a quattro, espirare molto lentamente, sempre contando fino a quattro. Con il tempo vedrete che il vostro respiro cambierà… e vi porterà in un luogo sconosciuto dentro di voi, come un grande lago tranquillo, che vi farà sentire in pace e appagati: quella è la gioia.

Fate questo esercizio tutti i giorni, preferibilmente due volte al giorno: la mattina appena svegli, e la sera prima di dormire, per dieci minuti. Scoprirete di avere un piccolo paradiso portatile di gioia, al quale attingere nei momenti no.

Tre motivi di gratitudine Si tratta di un esercizio simile al barattolo della felicità ma che approfondisce la nostra consapevolezza. Senso di gratitudine e gioia vanno a braccetto, lo sapevate? Dunque si tratta di tenere un diario. Ogni giorno vi scrivete questa domanda: “Di che cosa sono grato oggi?”. E ogni giorno vi impegnate a trovare tre motivi di gratitudine. Difficile? Cominciate a provarci. Anche in questo caso rimarrete sorpresi….


E se non ce la fai... ci sono sempre i fiori australiani, o indiani, o alaskani che ti ricordano che, malgrado tutte le sue prove... la vita è degna di essere vissuta.

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